Comunicato Stampa - Amiata Piano Festival

Il celebrato pianista internazionale Maurizio Baglini e Silvia Chiesa, violoncellista virtuosa nota per la sua ricerca sul repertorio del Novecento Italiano, lasciano i ruoli di Direttore Artistico e Coordinatrice Artistica di Amiata Piano Festival, da loro ideato e fondato in collaborazione con il mecenate Claudio Tipa per la Fondazione Bertarelli.


Finisce dunque l’esperimento artistico di Maurizio Baglini e Silvia Chiesa per Amiata Piano Festival, unica realtà completamente privata del panorama festivaliero italiano e una tra le pochissime che era riuscita a risollevare dall’isolamento culturale e sociale un territorio tradizionalmente “vergine” come quello delle campagne sui contrafforti amiatini. Le linee guida dei nuovi vertici della Fondazione per le scelte artistiche del festival risultano distanti da ciò che è stato proposto nei vent'anni di storia della manifestazione: la stimata coppia d’arte si vede quindi costretta ad interrompere la collaborazione per gli anni futuri.

Nel ventennale di lavoro Maurizio Baglini e Silvia Chiesa hanno prodotto per Amiata Piano Festival decine di progetti unici, vera fucina di sperimentazione per il concertismo europeo; sono stati registrati sei album dal vivo pubblicati per DECCA, nonché trasmissioni per Rai5 e Radio Rai3, storico partner del Festival, quasi 200 ore di musica in oltre 210 concerti, per un festival davvero considerato dai media italiani come un punto di riferimento unico a livello europeo.

Baglini e Chiesa commentano così la loro decisione: “In venti anni abbiamo coinvolto oltre 250 artisti da tutto il mondo, programmato musica a coprire otto secoli di storia, toccato generi musicali diversi, dalla musica antica al jazz fino alla contemporanea, dalla musica da camera a quella sinfonica, oltre ad aver creato il format concertistico Maestri con Allievi come pionieri nel panorama italiano. Abbiamo aperto collaborazioni con il mondo della danza e con il teatro di prosa. Adesso i desiderata dei nuovi vertici della Fondazione sembrano andare in una direzione troppo distante dal genere di offerta culturale che abbiamo sempre praticato personalmente nelle nostre carriere artistiche, ma anche sostenuto e sviluppato nel ruolo di direttori artistici, insieme al Dottor Claudio Tipa, che ancora ringraziamo per la sensibilità, lungimiranza e fiducia nella cultura come strumento di crescita e che porteremo sempre ad esempio impareggiabile di mecenatismo illuminato. L’equilibrio tra intrattenimento e musica colta è sempre difficile ed insidioso e nella nuova concezione del festival non ci sembra di trovarlo”

https://www.lesalonmusical.it/amiata-piano-festiva-laddio-di-baglini-e-chiesa/

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